che cosa ce ne facciamo… – un orizzonte dopo l’altro…

Tag

, , ,

che cosa ce ne facciamo delle ferite

se una volta guarite

restano solo cicatrici

segni di carne rimarginata

ricordi di battaglie

vinte

perdute

nessun pareggio

o comunque ben pochi

e si è pronti per lottare

di nuovo

ci si incammina

per un viaggio

al di là dell’arcobaleno

che in realtà

è sulla punta del naso

che cosa ce ne facciamo delle lacrime

spese per un dolore che brucia l’anima

un ricordo lontano spento nel tempo

e il mattino arriva brusco al dolce risveglio

e su questa carta

su questa lettera

scrivo il mio cammino

un orizzonte dopo l’altro…

Santiago Montrés

Sassari 30 dicembre 2022

h. 18.10

senza confini

Tag

, , , , , ,

seduto con i miei pensieri
faccio nuvole di fumo
e sono vento muto
passo da un orecchio all’altro

ecco i miei racconti, qui
le impressioni
le ambizioni
e le allucinazioni
di uno uomo stanco
ecco! qui
le sue macerie

in macilente notti isteriche
si aggrovigliano
in un malvagio maelstrom
che ingurgita
ogni speranza
senza pietà

il segreto è ancora mio
come mia è la rabbia
come mia e la voglia di pace
senza confini

Santiago Montrés
Sassari 23 luglio 2022
h. 10.03

oggi va così…

Tag

, , , , ,

oggi va così…

mi sarò chiesto
quante volte sono andato fuori rotta

u n’ i n f i n i t à

così nel mio immenso vagare dentro me
ne ho perduto il conto
non so più

Vita
una strada pericolosa
Vita
un cammino meraviglioso
Vita
un chilometraggio indefinito

sotto le mie scarpe consunte
in questo viaggio dentro me
eliminerò ancora una volta di più
le impurità del mio cuore

la notte

i miei occhi osservano
l’altra faccia della mezzanotte
dove qualcosa mi fissa
e dove solo io posso
sostenere la sua terribile vista

o g g i v a’ c o s ì . . .

Santiago Montrés

verbo

Tag

, , , , , ,

Ossimoro-figura-retorica
ore dopo ore a limare il tempo 
ad affinare una parola
per un vocabolario inespresso
colmo di voci
dette a metà
o taciute del tutto

si finisce col filare
una certa filosofia
dare coerenza all'intimo respiro
a rifinire il verbo
e come un miniaturista 
dipanare sotto un occhio attento
un'utopistica mappa
purtuttavia
dando contenuto, forma e costanza
a un splendido quadro d'insieme

Santiago Montrés
Sassari 30 dicembre 2021

era sola…

Tag

, , , , , ,

era sola

eppure non sembrava

era una preghiera silenziosa

sulla carta

le sue mani

scrivevano iperboli

in cerca di un alibi

forse

un ricordo annotato

nella sua memoria

indicazioni stradali

che non sapeva leggere

e nemmeno un samaritano

a cui chiedere informazioni

quanti crocevia

sulle strade del cuore?

Santiago Montrés

Sassari 3 gennaio 2022

h. 13.19

la notte…

Tag

, , , , , ,

DSC_0116

la notte con le stelle

escono certe parole

come un’eco cosmico

un universo sconosciuto

un universo antico

un ricordo

che compare all’alba

lasciando un pensiero

solitario

un piccolo angelo

che ancora mi dorme

sulle ginocchia

e a poco a poco

ho conosciuto

la sua candida matrice

e a poco a poco

ha colmato

la mia anima

in un festante e

affascinante sorriso

che mi coinvolge

nel canto della Vita

Santiago Montrés

Sassari 25 dicembre 2021

semina

Tag

, , , , , , , ,

hai seminato un corollario

di luci splendenti

respira una nuova luce

rilassa il cuore

l’intenzione ti ha condotto

alla piuma… quindi…

Vola!

prendi coraggio

rendi sacro

ogni momento

ogni istante

porta dentro di te

il respiro della Vita

segui il suo sentire

raccogli pensieri di Luce

ricorda

figlio mio che sei Luce

sei Amore

sei Luce d’Amore

cammina e ascolta sempre…

io ti parlo…

Santiago Montrés

Sassari 1 dicembre 2021

h. 14.30

ho guardato…

Tag

, , , , , , ,

ho guardato dentro i tuoi occhi

e ho visto la tristezza

che ti cova dentro

la vita non è mai a senso unico

si può andare avanti

tornare indietro

avere un obbiettivo definisce

ogni strada e ogni cammino

è quello giusto

fermarsi agli stop è d’obbligo

ti viene concesso del tempo

per riflettere

e poi arriva un altro giorno

un altro domani

con un’altra battaglia

e poi bottiglie vuote e sfrante

sul mio passato e la terra

si ingravida di pattume

quando l’effetto della sbornia passerà

ci saranno cocci da raccogliere

e un nuovo giorno da indossare

Santiago Montrés

Sassari 26 novembre 2021

h.13.33

sotto un cielo…

Tag

, , ,

sotto un cielo famelico di stelle

una poesia mi trema sulla mano

una brillante luce bianca

annuso nell’aria un ricordo passato

di dormire non ho alcuna voglia

e allora

non mi resta che cantare

guardo le stelle malinconiche

resterò qui a coltivare nuove rughe

su questo volto che scruta

l’immensità

profonda

delle mie passioni…

Santiago Montrés

13 novembre 2021

Un ricordo di Jack

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 332474_2387379931395_1004622262_o.jpg
Jack Hirschman Photo bt Santiago Montrés Sassari 2011

Un saluto a tutti gli amici del Il Circolo delle Pagine Perdute.

Ieri sera mentre sfogliavo alcune pagine e gruppi di Facebook, sul gruppo “Amici di ‘Casa della Poesia’”, Sergio Iaguli ha dato la triste notizia della scomparsa di un grande scrittore e poeta.

Ieri sera, 22 agosto infatti, è venuto a mancare Jack Hirschman. Ho detto grande poeta ma con semplicità, senza troppa enfasi, perché la sua grandezza andava ben oltre la fama della sua poesia. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente in due occasioni diverse. Oggi voglio raccontarvi del mio incontro con Jack Hirschman.

Era l’ottobre del 2011 e a Sassari (città dove vivo) si stava svolgendo un importante felstival di poesia, un’esperienza di tre giorni in cui la città si riempie di artisti con letture di poesie per le strade del centro, incontri con poeti e scrittori nelle librerie e spettacoli.

Gli ospiti presenti erano tanti, tra i partecipati al concorso di poesia, più alcuni poeti ospiti come parte attiva del festival con le presentazioni dei loro libri. Tra gli ospiti, oltre ad Alex Pausides, Paul Polanski, Gabriel Impaglione, Giovanna Mulas, c’era anche Jack Hirschman.

Ero elettrizzato ad incontrarlo, perché fino ad ora gli autori di questo calibro li avevo conosciuto solo a scuola. Fino ad allora di lui sapevo che era stato il professore di Jim Morrison, e che nel 1966 fu licenziato dall’università perché promotore di una serie di proteste e manifestazioni contro la guerra in Vietnam, attività definita “contro lo Stato”. Una di queste fu l’attribuire la “A”, ossia il massimo dei voti, a tutti gli studenti destinati all’arruolamento per aiutarli a sfuggire alla guerra. Avevo desiderato conoscerlo da quando, sempre nel 2011 partecipai ad un seminario poetico di Alberto Masala, poeta sardo conosciuto in tutto il mondo e grande amico di Jack Hirschman. Alberto durante il suo seminario raccontava aneddoti sui poeti della beat generation come ad esempio Gregory Corso (1930-2001), o dei pantaloni che indossava in quel momento regalati da Jack perché di una taglia più grande della sua, dimostrando il grande cuore del poeta americano.

Incontrai Jack una sera mentre ero seduto con alcuni amici in un bar, i miei amici erano amici del poeta Alberto Masala, ricordo che si sedette al nostro tavolo era accompagnato da uno degli organizzatori del festival, il bar era pieno così gli proponemmo di sedersi al nostro tavolo.

Prese un aperitivo, una mia amica si avvicinò a Jack e gli disse che anche io ero un poeta, non so se diventai rosso ma ricordo che le mie orecchie si infuocarono. Jack di rimando mi guardò e mi sorrise, la mia amica gli accennò anche alle mie origini cilene. Il poeta a questo punto sbarrò gli occhi stupito e si avvicinò a me mentre io mi sentivo sempre più piccolo, come un bambino colto in fragrante.

Avvicinandosi mi chiese se conoscevo l’inglese, confermai affermando di aver fatto il cameriere per un po’ di tempo in Inghilterra. Inizia il suo racconto dicendomi che aveva conosciuto Pablo Neruda, poeta cileno che io considero come il mio padre poetico, di quel racconto forse ricordo il 40% perché avevo difficoltà ad ascoltarlo, il bar era pieno e molto chiassoso. La sera andammo a mangiare in un ristorante, a fine della cena si mise a giocare con una signora seduta vicino a lui, prese la tovaglia di carta e con una penna cominciò a spiegare come si giocava a dadi, i miei occhi si riempirono per non perdere quel momento così genuino del poeta.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 322959_2384254613264_958773740_o-1.jpg
Santiago Montrés con Jack Hirschman (2011) Sassari 2011

Il giorno dopo, ai giardini pubblici era stato organizzato una lettura di poesie dei vari autori invitati al Festival, io mi aggiravo tra i poeti e amici armato della mia macchina fotografica, scattai molte foto, e due in particolare a Jack, le visualizzai nello schermo della macchina e mi piacquero molto tanto che appena finita la lettura mi avvicinai al poeta e gliele mostrai. Piacquero anche a lui, ne era entusiasta tanto che mi diede la sua mail chiedendomi di inviargliele perché voleva utilizzarle per la copertina di un suo libro. Mi feci fare una foto ricordo insieme a lui. La sera ci fu la presentazione di un suo libro, Volevo che voi sapeste (2005), lo acquistai poi feci la fila per farmelo autografare, gli porsi il libro e con un sorriso sincero prese il libro e scrisse: “per Santiago, compagno sempre, Jack Hirschman”. “Compagno” mi considerava un comunista, o forse compagno considerato il fatto che mi considerava come un collega un “compagno poeta” poi un giorno lessi una frase di Jack disse: “Il mio compito è spiegarvi, farvi capire, che siete già comunisti.” Compresi che quel “compagno” si riferiva all’azione sovversiva che ha la poesia, la potenza di scuotere gli animi e di combattere laddove c’era un sopruso o un abuso di potere.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 332474_2387379971396_393159756_o.jpg
Jack Hirschman Photo by Santiago Sassari 2011

Questo è l’insegnamento che mi ha lasciato Jack con una sola parola “compagno” e di questo lo ringrazio con tutto il mio cuore.

Ciao grande poeta, ti ho incontrato in due occasioni, e ogni volta è stato come abbracciare un genitore, un fratello, un amico che non vedi da molto tempo. Grazie per la tua semplicità le risate e per l’aneddoto che mi hai raccontato su Neruda, mio padre poetico infine, per la tua poesia.

Che la terra ti sia lieve.

Adios Compañero!!!

Santiago Montrés

[…]

Io sono la creatura che corre lungo le strade

gridando il tuo nome contro lo schermo,

sono il sonno del suicida

e la cataratta di capelli immemorabili,

sono l’attacco di libertà ai duri di cuore

e di poesia ai duri d’orecchio.

[…]

Jack Hirschman, Mother (1984), Volevo che voi sapeste (2005)

Sassari 23 agosto 2021

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è dsc_0348.jpg
Libro con dedica e autografo di Jack Hirschman
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è volevo-che-voi-lo-sapeste-jpg-eventi-dettaglio.png
Copertina libro